Marco Gregori: formazione, ricerca e design nelle collezioni Plust

27 Ott , 2026 - Arredare un locale,Come arredare un Locale

Marco Gregori: formazione, ricerca e design nelle collezioni Plust

Dall’ingegneria all’architettura, fino alla progettazione di arredi in polietilene: il percorso del designer veneto attraverso le collezioni Boom e Fade.

Una poltrona dalle forme arrotondate, una lampada che ricorda una scultura in pietra, una sedia impilabile destinata agli spazi professionali. Sono oggetti diversi, ma hanno un elemento in comune: portano la firma di Marco Gregori, progettista che collabora con Plust e che ha sviluppato due famiglie di arredi riconoscibili per caratteristiche formali molto differenti.

Con Boom, la ricerca si concentra sui volumi morbidi e sulle geometrie curve. Fade, invece, punta sulla lavorazione visiva delle superfici, sulle scanalature e sul rapporto tra materiale e illuminazione. Entrambe le collezioni dimostrano come il polietilene possa essere utilizzato non soltanto per realizzare complementi funzionali, ma anche per sviluppare prodotti con una precisa identità progettuale.

La formazione di Marco Gregori tra ingegneria e architettura

Originario del Veneto, Marco Gregori si è laureato presso la facoltà di ingegneria dell’Università di Padova. Durante un successivo periodo di formazione in Francia ha approfondito le proprie conoscenze in ambito architettonico e artistico.

È cofondatore di DIDSTUDIO, realtà professionale nata dall’incontro di esperienze differenti e impegnata nei campi dell’architettura, del design e dello studio del paesaggio. Lo studio riunisce, oltre a Gregori, Paola Zuin e Carlo Leonardi, con percorsi accademici che spaziano dal design all’ingegneria e all’architettura.

L’attività di Gregori comprende anche esperienze artistiche, tra cui un’opera realizzata per la Provincia autonoma di Trento. Il suo profilo professionale si sviluppa quindi su più livelli, dalla progettazione degli ambienti alla definizione di singoli prodotti.

Questa pluralità di competenze aiuta a comprendere il contesto del suo lavoro, senza ridurre ogni scelta formale alla sola formazione ingegneristica. Per valutare il suo approccio è più utile osservare le caratteristiche degli arredi: le proporzioni delle sedute, la costruzione dei volumi, la lavorazione delle superfici e le possibilità offerte dalle tecniche produttive.

Plust e le possibilità progettuali del polietilene

Le collezioni Boom e Fade sono realizzate per Plust, marchio di euro3plast, azienda vicentina attiva nella lavorazione delle materie plastiche dal 1974. La proposta del brand comprende sedute, tavoli, lampade e complementi destinati alla casa e agli ambienti pubblici, con una particolare attenzione agli spazi esterni.

Il polietilene permette di ottenere volumi tridimensionali e superfici continue, caratteristiche che offrono ai designer un ampio margine di sperimentazione. Tra le tecniche utilizzate per la lavorazione di questo materiale c’è lo stampaggio rotazionale, che consente di produrre manufatti cavi con forme articolate.

Il risultato dipende però anche dalla ricerca sulle finiture. Colore, rilievi e texture possono modificare profondamente la percezione di un oggetto, avvicinando l’aspetto della plastica a quello di materiali naturali oppure mettendo in risalto la geometria del prodotto.

È proprio in queste due direzioni che si distinguono Boom e Fade. La prima costruisce il proprio carattere attraverso le forme arrotondate; la seconda affida una parte importante della sua identità alla superficie, che diventa un elemento progettuale al pari del volume.

Fade: la ricerca sulla superficie

Presentata nel 2020, Fade è una famiglia di arredi disegnata da Marco Gregori. La caratteristica più evidente è la texture rigata che attraversa le superfici e richiama l’aspetto della pietra e del granito.

Le scanalature producono un effetto di chiaroscuro che cambia in funzione dell’illuminazione. Le parti in rilievo e quelle incavate ricevono la luce in modo differente, rendendo la superficie più articolata rispetto a quella di un volume uniforme. Il risultato è particolarmente evidente nelle lampade, che mantengono una presenza decorativa anche quando non sono accese.

Un particolare sulla nascita della collezione emerge da un’intervista a Vittorio Moretti, direttore commerciale e marketing di Plust. Raccontando lo sviluppo di Fade, Moretti ha spiegato che il primo prototipo della lampada aveva un’estetica diversa da quella attuale. Durante il confronto sulla finitura da utilizzare, il gruppo di lavoro individuò nella texture una possibilità per conferire alla plastica un aspetto simile a quello della pietra. Il racconto attribuisce quindi questa intuizione a un processo di ricerca condiviso, non a una scelta esclusivamente individuale di Gregori.

La gamma si è sviluppata nel tempo comprendendo sedie, poltrone, sgabelli, tavoli, tavolini, lampade e divisori. Tra i prodotti figura Fade Stack Chair, una sedia impilabile che permette di ridurre l’ingombro quando le sedute devono essere riposte. È una caratteristica pratica soprattutto per i locali che modificano frequentemente la disposizione degli arredi.

Fade Shell introduce una funzione diversa rispetto a quella delle sedute tradizionali. Il pannello può essere utilizzato per delimitare aree all’interno di un ambiente, contribuendo a separare visivamente zone con destinazioni differenti. In un ristorante o in una struttura ricettiva, per esempio, può aiutare a distinguere una zona di passaggio da un’area dedicata alla permanenza degli ospiti.

Le lampade Fade e il rapporto con la luce

La luce è uno degli aspetti centrali della collezione. La lampada Fade, progettata nel 2020, presenta un volume slanciato e una superficie rigata che crea variazioni di luce e ombra. La finitura, ispirata alla pietra bianca, permette al prodotto di essere percepito anche come elemento d’arredo quando la sorgente luminosa è spenta.

Nel 2024 è arrivata Fade Lamp M, una variante alta 140 centimetri. La nuova dimensione amplia le possibilità di collocazione della lampada sia negli ambienti domestici sia nel settore contract. Il disegno conserva la texture della famiglia, ma cambia scala rispetto alla versione più alta.

La gamma comprende inoltre lampade da tavolo in diverse configurazioni, tra cui modelli con struttura metallica e versioni a batteria ricaricabile. Le caratteristiche tecniche, i sistemi di alimentazione e gli accessori dipendono dal modello specifico: per un’installazione professionale è quindi necessario consultare la relativa scheda tecnica.

Il progetto mostra come la stessa ricerca possa essere applicata a prodotti con dimensioni e funzioni differenti. La superficie non è un dettaglio aggiunto alla fine del processo, ma un elemento che contribuisce a definire il carattere della collezione e il modo in cui gli oggetti interagiscono con l’illuminazione.

Boom: poltrone e complementi dalle forme arrotondate

Con Boom, Gregori affronta il tema del volume da una prospettiva differente. La poltrona, presentata nel 2022, si distingue per le linee curve e per una conformazione avvolgente. Il progetto punta sulla continuità della forma, senza ricorrere alla superficie scanalata che caratterizza Fade.

La poltrona misura indicativamente 75 centimetri di larghezza, 99 di profondità e 95 di altezza. La sua profondità e il profilo dello schienale le conferiscono un ingombro importante, da considerare quando si progetta una zona relax o una composizione destinata a una terrazza.

Nel 2023 la famiglia si è ampliata con Boom Sofa, un divano largo circa 198 centimetri. L’estensione del progetto a una seduta per più persone ha permesso di trasferire le proporzioni e il carattere della poltrona a un prodotto di dimensioni maggiori.

La collezione comprende anche Boom Low Stool, uno sgabello basso utilizzabile come seduta occasionale o piano d’appoggio, Boom Coffee Table, un vaso e una lampada da tavolo. Questi prodotti ampliano le possibilità d’impiego della famiglia senza richiedere che ogni ambiente venga arredato con un insieme completo.

Il vaso permette di inserire la vegetazione nella composizione, mentre la lampada porta il disegno di Boom nel campo dell’illuminazione. Il progetto non si limita quindi a una seduta dalla forma particolare: comprende elementi complementari che possono essere scelti in base alle dimensioni e alla funzione dello spazio.

Le differenze tra Boom e Fade

Il confronto tra le due collezioni permette di capire meglio il lavoro di Gregori. Boom affida la propria identità soprattutto alle proporzioni e alla continuità dei volumi. Fade, invece, utilizza la texture per cambiare la percezione della superficie e creare un rapporto più evidente con la luce.

La distinzione è concreta anche quando si scelgono gli arredi. Una poltrona Boom può costituire il punto di partenza di una zona relax, mentre gli elementi Fade consentono di combinare sedute, tavoli, lampade e pannelli divisori. La scelta dipende dalla funzione richiesta, dalle dimensioni disponibili e dal risultato estetico che si vuole ottenere.

Entrambe le famiglie dimostrano inoltre come una collezione possa svilupparsi nel tempo attraverso prodotti aggiuntivi. Il progetto iniziale viene esteso ad altre funzioni, mantenendo alcuni tratti distintivi e ampliando le possibilità di utilizzo.

Le applicazioni nell’arredo contract

Le caratteristiche di Boom e Fade sono interessanti anche per il settore contract, che comprende gli arredi destinati a bar, ristoranti, hotel, dehors e strutture ricettive. In questi contesti, oltre all’aspetto estetico, occorre valutare ingombri, facilità di gestione, configurazione degli spazi e caratteristiche tecniche dei singoli prodotti.

In una terrazza alberghiera, poltrone e divano Boom possono essere utilizzati per organizzare un’area lounge. In un bar, gli sgabelli e i tavoli alti Fade possono rispondere a una modalità di fruizione più informale. La sedia impilabile è utile quando la disposizione dei posti cambia durante la giornata o quando occorre liberare spazio.

Fade Shell può contribuire alla suddivisione visiva di un ambiente, mentre le lampade permettono di intervenire sull’illuminazione attraverso elementi che riprendono il linguaggio della collezione. In ogni caso, la scelta deve tenere conto delle condizioni reali d’installazione, delle finiture disponibili e delle specifiche d’uso indicate dal produttore.

Un percorso tra prodotto, architettura e materiali

Il lavoro di Marco Gregori si sviluppa tra discipline diverse, dalla formazione ingegneristica all’architettura, fino alla progettazione di arredi e complementi. Boom e Fade rappresentano due interpretazioni differenti delle possibilità offerte dal polietilene: una concentrata sulle forme arrotondate, l’altra sulla lavorazione delle superfici e sul rapporto con la luce.

Per comprendere queste collezioni è utile guardare oltre la descrizione estetica. Le dimensioni, le funzioni dei singoli elementi, le tecniche produttive e le successive estensioni della gamma spiegano come un progetto possa passare da un prodotto iniziale a una famiglia più articolata.

È in questo rapporto tra forma, materiale e funzione che si trova l’interesse del lavoro di Gregori: non soltanto nella riconoscibilità degli arredi, ma nel modo in cui una ricerca progettuale viene tradotta in oggetti utilizzabili in contesti differenti.